ARCES - Eurodesk - News Unione Europea | Giugno 2011
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Eurodesk - News Unione Europea | Giugno 2011

Rete per la promozione della diversità linguistica
NPLD - Network to Promote Linguistic Diversity – è una rete paneuropea creata con l’obiettivo di sostenere, tutelare e promuovere le lingue europee regionali e minoritarie. La rete rappresenta oltre 20 lingue, comprese il bretone, l’occitano, il gallese e il friso. NPLD, cofinanziata dalla Commissione Europea, offre una piattaforma per i professionisti nel settore delle lingue regionali e minoritarie di tutta Europa, per favorire lo scambio di buone prassi e informazioni. La rete organizza diversi eventi e gruppi di lavoro e supporta la creazione di progetti linguistici congiunti tra i suoi membri. I risultati dei progetti vengono presentati ai membri e al vasto pubblico.
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Nuove misure Ue per gestire l’immigrazione
La libera circolazione è un diritto fondamentale dei cittadini dell'Ue. Tuttavia, occorre anche gestire con efficacia l'immigrazione alle frontiere esterne dell'Ue, favorendo al tempo stesso l'ingresso legale dei lavoratori qualificati. Considerando il basso tasso di natalità e l'invecchiamento della popolazione, l'Europa dipenderà sempre più dalla manodopera immigrata. L'attuale situazione nell'Africa settentrionale offre un'opportunità sia per l'Ue che per quanti fuggono da disordini civili, persecuzioni e guerre. Se i livelli storici di immigrazione resteranno invariati, nel 2060 l'Europa avrà 50 milioni di lavoratori in meno. Se invece il flusso di immigrati diminuirà, ci saranno 110 milioni di lavoratori in meno rispetto a oggi per finanziare il sistema previdenziale, in particolare le pensioni. Pertanto, la Commissione propone una serie di nuove misure per gestire meglio il flusso di immigrazione dai paesi nordafricani, offrendo così ai lavoratori con le competenze richieste più possibilità di entrare legalmente nell'Ue. L'Ue vuole sviluppare "partnership per la mobilità" per aiutare la Tunisia, il Marocco e l'Egitto a elaborare programmi di assunzione di lavoratori per l'Ue. Il piano prevede il riconoscimento dei titoli professionali e di studio. In cambio, i paesi dell'Ue dovrebbero beneficiare dell'arrivo di lavoratori adeguatamente qualificati per sopperire alla carenza di manodopera. L'Ue predisporrà inoltre programmi di rimpatrio per quanti desiderano rientrare nel loro paese di origine. Grazie a questi partenariati, anche studenti, ricercatori e imprenditori potranno ottenere più facilmente un visto per l'Ue. Da parte loro, i paesi di origine degli immigrati dovranno potenziare i controlli sull'emigrazione clandestina, migliorare la gestione delle frontiere e contrastare il contrabbando e la tratta di esseri umani. Sono previste anche modifiche alle norme dell'Ue in materia di visti, che potranno essere reintrodotti, anche solo temporaneamente, per i cittadini extra Ue in circostanze speciali, per esempio in caso di ondate di immigrati clandestini o di falsi richiedenti asilo. Le proposte saranno discusse dai paesi membri al prossimo vertice dell'Ue a Bruxelles il 24 giugno 2011.
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Portale del Quadro europeo delle Qualifiche
La Commissione europea ha appena lanciato un sito web che offrirà ad esperti ed altri cittadini europei interessati informazioni più approfondite sul confronto fra le qualifiche dei diversi paesi Ue. Il portale del Quadro Europeo delle Qualifiche - European Qualifications Framework (EQF) – fa parte di un’iniziativa Ue di rendere le qualifiche nazionali più trasparenti in tutta Europa. Il Quadro Europeo delle Qualifiche per l’apprendimento permanente offre un riferimento comune per la comparazione dei sistemi delle qualifiche nazionali. Il Quadro serve come strumento di traduzione per rendere le qualifiche maggiormente leggibili e comprensibili nei singoli paesi europei, mirando in tal modo a promuovere l’apprendimento permanente e la mobilità dei cittadini europei. Attualmente in inglese, il portale verrà tradotto nelle 27 lingue Ue entro il prossimo anno. Si prevede anche una funzione di ricerca che fornirà l’accesso a banche dati nazionali contenenti informazioni sulle qualifiche.
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Le piccole imprese avranno un rappresentante in tutti gli Stati membri Ue
Antonio Tajani, vicepresidente della Commissione europea, ha inaugurato una nuova rete dei rappresentanti delle PMI degli Stati membri alla conferenza SBA “Mobilitare le PMI per il futuro dell'Europa” che si terrà a Budapest. Poiché le PMI sono interessate da politiche che prendono origine da diversi dicasteri con competenze che vanno da quelle fiscali a quelle finanziarie e da quelle regolamentari all'istruzione, i rappresentanti delle PMI dovrebbero aiutare le piccole imprese a concentrarsi sulle loro attività essenziali per prosperare e creare posti di lavoro. Essenzialmente essi controlleranno la corretta applicazione della normativa Ue sulle PMI e assicureranno che le politiche a livello nazionale, regionale e locale siano favorevoli all'imprenditoria.
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Nuova Etichetta europea per il Patrimonio
Accordo raggiunto dalla Commissione europea, dal Parlamento europeo e dal Consiglio, sulla nuova Etichetta europea per il Patrimonio. L’obiettivo della nuova etichetta è di mettere in evidenza i siti che celebrano e simbolizzano la storia dell’Europa, i valori europei e la costruzione dell’Unione europea. L’Etichetta è complementare ad altre iniziative già in essere nel settore del patrimonio culturale, quali l’Elenco del Patrimonio Mondiale dell’UNESCO. I siti verranno premiati più sulla base del loro valore simbolico europeo e l’opera educativa, piuttosto che per le qualità architettoniche o la bellezza. La Decisione che stabilisce una Etichetta europea del Patrimonio deve essere prima adottata ufficialmente dal Consiglio in luglio e poi dal Parlamento in autunno. Il lavoro preparatorio per l’Etichetta si svolgerà nel 2011 e il 2012 e la prima procedura di selezione avverrà nel 2013, con i primi siti premiati all’inizio del 2014.
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Consultazione della Commissione europea a tutela dell’ambiente
La Commissione europea sta consultando i cittadini sul modo migliore di ridurre l’uso delle borse di plastica per la spesa. Chiede se soluzioni come far pagare queste borse e sottoporle a un’imposta sarebbero efficaci o se sarebbe meglio vietarne l’uso in tutta l’Ue. Si sollecitano anche pareri sull’opportunità di una maggior visibilità dei prodotti di imballaggio biodegradabili e di una maggior severità dei requisiti di biodegradabilità degli imballaggi. La longevità delle borse di plastica fa sì che solo nel Mediterraneo oggi galleggino circa 250 miliardi di particelle di plastica con un peso complessivo di 500 tonnellate. Tali particelle possono soffocare animali marini che le ingeriscono accidentalmente o le scambiano per cibo. La plastica si disgrega in particelle minuscole e possiede un elevato potenziale di contaminazione del suolo e dell’acqua perché può contenere additivi quali inquinanti organici persistenti.
La consultazione su Internet è aperta fino ad agosto 2011.
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Portale “elearningeuropa.info” rinnovato
“elearningeuropa.info”, il portale europeo di riferimento per il settore dell’istruzione e la tecnologia, è appena stato rilanciato su una piattaforma nuova e con nuove caratteristiche. Il nuovo sito è stato progettato e costruito in maniera centralizzata e contiene strumenti di partecipazione per comunicare, condividere e discutere. L’obiettivo era di sviluppare la soluzione tecnologica che meglio andasse incontro alle richieste dell’utente e facilitare un miglior flusso di idee e interazione. Disponibile in 21 lingue, il portale è ormai diventato un forum chiave per generare e presentare idee e ha oltre 35 000 utenti registrati, con una media di 16.000 mila visite al mese. Grazie alla sua ampia utenza il portale offre numerose opportunità per la ricerca e lo scambio di idee e informazioni tra ricercatori, professionisti, studenti e responsabili delle politiche in tutta Europa. Il portale presenta inoltre il suo giornale online 'eLearning Papers' in una nuova veste grafica e una struttura rinnovata, e un canale televisivo dedicato che offre ai visitatori la possibilità di trovare tutti i video di maggior interesse sull’istruzione e la tecnologia.
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Economia Ue: la ripresa mantiene lo slancio
La ripresa dell'economia dell'Ue è destinata a consolidarsi; le prospettive per il 2011 sembrano leggermente migliorate rispetto alle proiezioni dello scorso autunno. Il prodotto interno lordo dovrebbe crescere dell'1¾% circa quest'anno e di poco meno del 2% nel 2012. Queste previsioni sono confortate da un miglioramento delle prospettive economiche mondiali e del sentimento di fiducia delle imprese nell'Ue. L'inflazione sta però salendo ad un ritmo più elevato del PIL, mentre il calo della disoccupazione sta rallentando. L'andamento dell'inflazione riflette l'aumento dei prezzi delle materie prime, uno dei principali nuovi problemi emersi dall'autunno. Secondo le proiezioni, quest'anno il tasso medio d'inflazione dovrebbe toccare quasi il 3% nell'Ue e il 2½% nell'area dell'euro, prima di ridiscendere rispettivamente al 2% circa e all'1¾% nel 2012. Nel prossimo anno e mezzo si dovrebbe assistere a un lento miglioramento delle condizioni sul mercato del lavoro. Si prevede che il tasso di disoccupazione calerà solo di ¼ di punto percentuale, toccando il 9¼% circa nel 2012. La situazione delle finanze pubbliche è in via di miglioramento e il disavanzo di bilancio per l'insieme dell'Ue dovrebbe scendere al 3¾% circa del PIL entro il 2012. Le prospettive continuano però ad essere molto diverse da un paese all'altro. La Commissione pubblica previsioni economiche quattro volte all'anno. Le previsioni complete di primavera e autunno prendono in esame crescita, inflazione, occupazione, disavanzi pubblici e debito in tutti i paesi membri e in diversi paesi extra-Ue. Le previsioni intermedie, in genere pubblicate a febbraio e settembre, si limitano a verificare gli sviluppi rispetto alla precedente previsione, e questo soltanto per le economie maggiori.
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La metà dei giovani europei è disposta a lavorare all'estero
Secondo l'ultima indagine Eurobarometro, il 53% dei giovani europei è disposto a lavorare in un altro paese europeo, ma la mancanza di mezzi economici scoraggia molti di loro a compiere il primo passo in questa direzione, svolgendo all'estero una parte dei loro studi. L'indagine evidenzia l'esistenza di un enorme divario tra il diffuso desiderio dei giovani di lavorare all'estero e l'effettiva mobilità delle forze di lavoro: meno del 3% della popolazione attiva europea vive attualmente fuori dei propri confini nazionali. L'indagine, condotta nell'ambito della strategia "Youth on the Move" della Commissione, è pubblicata alla vigilia della Settimana europea della gioventù 2011 (15-21 maggio). È dimostrato che gli studenti che compiono all'estero una parte dei loro studi o della loro formazione vedono aumentare le proprie possibilità di impiego e hanno maggiori probabilità di lavorare all'estero in un momento successivo della loro vita. I datori di lavoro giudicano con favore le competenze acquisite, come la capacità di parlare una lingua straniera, l'adattabilità e le competenze interpersonali. Dall'indagine emerge che soltanto un giovane europeo su sette (14%) è stato all'estero per motivi di studio o di formazione. Molti sono impossibilitati a farlo per mancanza di mezzi economici. Tra coloro che avrebbero voluto recarsi all'estero, il 33% afferma di avervi dovuto rinunciare perché non poteva permetterselo; quasi i due terzi (63%) di coloro che hanno compiuto tale esperienza hanno dovuto fare ricorso a finanziamenti privati o intaccare i propri risparmi.
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Gli internauti Ue preferiscono i siti nella propria lingua
L'ultima inchiesta paneuropea Eurobarometro rivela che sul web il 90% degli internauti europei preferisce consultare siti web nella propria lingua mentre il 55% usa una lingua diversa almeno occasionalmente. Il 44% dei navigatori europei ritiene tuttavia di non reperire le informazioni ricercate perché le pagine web non sono in una lingua comprensibile, mentre solo il 18% effettua acquisti online in una lingua straniera. I risultati sottolineano l'esigenza di investire in strumenti per la traduzione online, in modo che gli internauti europei non siano ostacolati nel reperimento di informazioni o prodotti online perché non posseggono le competenze linguistiche necessarie. Attualmente la Commissione europea gestisce 30 diversi progetti di ricerca incentrati sull'interfaccia linguistica e il contenuto digitale, con un finanziamento di 67 milioni di euro, mentre ai nuovi progetti presentati quest'anno saranno assegnati 50 milioni di euro supplementari. Uno degli obiettivi dell'Agenda digitale europea è garantire a tutti i cittadini una maggiore accessibilità ai contenuti della rete.
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2012 - Anno Internazionale delle Cooperative
L'Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha dichiarato che il 2012 sarà l’Anno Internazionale delle Cooperative (International Year of cooperatives - IYC) per mettere in risalto il contributo che le cooperative danno allo sviluppo socio-economico, in particolare riconoscendo il loro impatto sulla riduzione della povertà, l’occupazione e l’integrazione sociale. Con la risoluzione A/RES/64/136, l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite incoraggia gli stati membri, le Nazioni Unite e tutte le parti interessate ad approfittare dell'Anno Internazionale delle Cooperative per promuovere le cooperative, sensibilizzando l’opinione pubblica sul loro contributo allo sviluppo economico e sociale e promuovendo la loro formazione e la crescita. Gli obiettivi dell'Anno Internazionale delle Cooperative sono: sensibilizzare l’opinione pubblica in merito al ruolo delle cooperative e al loro contributo allo sviluppo socio-economico e al raggiungimento degli Obiettivi di Sviluppo del Millennio; promuovere la formazione e l’espansione delle cooperative; incoraggiare i governi ad adottare politiche, provvedimenti normativi e regolamenti che favoriscano la formazione, la crescita e la stabilità delle cooperative. È online il sito ufficiale dell'Anno Internazionale delle Cooperative dove potrete trovare tutte le informazioni relative agli eventi in programma nel corso dell'anno, e consigli su come parteciparvi ed essere coinvolti nelle celebrazioni.
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Valutazione intermedia di Gioventù in Azione
La Commissione europea ha pubblicato una valutazione intermedia effettuata da esperti indipendenti dei paesi partecipanti a Gioventù in Azione, programma rivolto ai giovani e le organizzazioni giovanili per creare competenze attraverso l’istruzione non formale. Il rapporto sottolinea che il programma sta riuscendo a realizzare i suoi obiettivi, è coerente ed efficiente, e ha riscontrato enorme successo tra i partecipanti. Nel documento vengono anche riportate alcune raccomandazioni, quali la semplificazione del programma, soprattutto per quanto concerne l’aspetto burocratico, un’attenzione maggiore alle opportunità occupazionali, ulteriori azioni a favore dei giovani svantaggiati, miglioramento del sistema di follow-up. Per una copia del rapporto, visitare il sito della Commissione indicato sotto.
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09/06/2011 11.02.57      4398 visite
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