La firma dell’accordo di partenariato del progetto ORIENTATE rappresenta un momento cruciale, non solo formale ma concreto, in cui i partner euro-mediterranei si impegnano a trasformare i rifiuti agricoli in risorse preziose per l’ambiente e l’economia locale. Questa firma sancisce la volontà condivisa di adottare modelli di economia circolare nelle filiere agricole, consolidando una governance comune che garantisce monitoraggio, valutazione dei risultati e sostenibilità a lungo termine delle azioni intraprese. ORIENTATE, acronimo di “tOwaRds cIrcular Economy iN The AgriculTural sEctor”, affronta le sfide poste dai cambiamenti climatici nel Mediterraneo, concentrandosi sul settore agricolo, in particolare sulle filiere dell’olio d’oliva e degli agrumi, sviluppando soluzioni circolari per valorizzare i sottoprodotti come la polpa di agrumi depectinizzata (CPD) e la sansa di oliva, trasformandoli in mangimi per animali, ingredienti per cosmetica e nutraceutici, riducendo al contempo l’impatto ambientale dei rifiuti organici.

Attraverso l’allestimento di tre demo-lab in Turchia, Giordania e Libano, ORIENTATE sperimenta tecnologie innovative per il recupero di sostanze ad alto valore aggiunto, creando nuove opportunità di impiego e rafforzando la resilienza delle comunità rurali mediterranee. Il progetto prevede inoltre attività di formazione congiunta e job shadowing per almeno 90 professionisti delle filiere di olivo e agrumi, favorendo il trasferimento di conoscenze da Italia e Spagna verso i Paesi partner mediterranei, e siglando sei Memorandum of Understanding (MoU) con agricoltori, industrie alimentari e autorità pubbliche per integrare stabilmente queste soluzioni nelle politiche e pratiche locali. Ogni firma dei MoU diventa così un impegno concreto a sostenere l’uso efficiente delle risorse, a promuovere tecnologie pulite e a favorire la creazione di nuovi mercati per bioprodotti derivati da scarti agricoli.

ORIENTATE è coordinato da E.M. ASSOCIAZIONE A.R.C.E.S. (ARCES Association, Italia – Sicilia), capofila responsabile del management complessivo del progetto e della comunicazione, con un ruolo chiave nel garantire il coordinamento tra tutti i partner e la corretta attuazione del piano di lavoro. Accanto ad ARCES, il Consorzio Regionale per la Ricerca Applicata e la Sperimentazione (CORERAS, Italia – Sicilia), organizzazione di ricerca applicata in ambito agricolo, supporta la progettazione e l’implementazione dei piloti e delle azioni di job shadowing, contribuendo con competenze tecnico-scientifiche specifiche. La Fundación de la Comunidad Valenciana para una Economía Baja en Carbono (LCEF, Spagna), partner tecnico centrale, trasferisce tecnologie avanzate e buone pratiche per la gestione circolare dei residui di agrumi e olive. Sul versante dei Mediterranean Partner Countries, la Kahramanmaraş Sütçü İmam Üniversitesi (KSU, Turchia) guida il demo-lab locale, il National Agricultural Research Center (NARC, Giordania) – Environment and Climate Change Researches Directorate – le missioni esperienziali e gli studi di fattibilità, e la Planning and Development Association-AID (PDA-AID, Libano) il pilot e le strategie di scaling-up, adattando le tecnologie ai contesti locali.

Questa rete euro-mediterranea riunisce tre Paesi UE (Italia, Spagna, Francia) e tre MPC (Turchia, Giordania, Libano), creando una piattaforma transnazionale in cui ricerca, imprese e istituzioni pubbliche lavorano fianco a fianco, supportata da otto partner associati come distretti agricoli, organizzazioni di categoria e ministeri competenti. Grazie a questa alleanza, la firma degli accordi di cooperazione assume una valenza che supera i confini nazionali, aprendo la strada al coinvolgimento di nuovi attori da Paesi come Tunisia, Palestina e Algeria, invitati a eventi pubblici e iniziative di capitalizzazione. L’obiettivo condiviso è favorire la replicabilità delle soluzioni, generando opportunità socio-economiche per le comunità rurali e contribuendo alla transizione verso un’economia circolare resiliente in tutto il bacino del Mediterraneo.